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mercoledì, maggio 06, 2009

Veronica e il Paese senza vergogna...cronache da un'Italia di servi , veline, velini,e facce da c...lo!!!


La moglie (da circa 30 anni)del Presidente del Consiglio dell'Italia decide di divorziare e accusa il marito di "andare con minorenni", di aver cercato di aiutarlo e di "aver chiesto a chi gli sta vicino di aiutarlo perchè non sta bene" .
Aggiunge di essere profondamente turbata da un Paese che non vede il "ciarpame senza vergogna" che "offre le figlie minorenni in cambio di una illusoria notorietà" e che garantisce senza batter ciglio "il divertimento all'imperatore"
Insomma un Paese in cui la politica è stata privatizzata, in cui la stragrande maggioranza degli intellettuali e dei giornalisti si è trasformata in cantori delle gesta dell'imperatore, ritornando alla paurosa condizione servile del ventennio fascista in cui solo otto(8!!) professori rifiutarono di firmare l'adesione pubblica al regime.
Un Paese in cui nella stragrande maggioranza delle trasmissioni di "approfondimento" (qualcuno di voi ha visto ieri sera Porta a Porta?)si vedono "giornalisti" velini ae proni verso il Capo, che vedono i maggiori "opinionisti" e "grandi firme" scrivere lunghissimi editoriali per giustificare con il consenso elettorale qualsiasi capriccio dell'imperatore.
Un Paese che non ha più opposizione di sinistra ( una è scomparsa dal parlamento per insipienza e incapacità propria) e quella che c'è o si proclama tale insegue da oltre un decennio Berlusconi sul suo terreno tentando goffamente di imitarlo e che, come dimostrano i sondaggi e gli studi, ha perso quasi ogni contatto con la sua base di riferimento(operai, disoccupati, flette anche tra i laureati) ed è persa in una tragica guerra autoreferenziale tra gruppi dirigenti inamovibili e intercambiabili dalla morte di Enrico Berlinguer in poi.
In un Paese come questo non dovrebbe sorprendere che il grido di una donna(Veronica) che meglio di tutti conosce il marito(Berlusconi) e il suo portato culturale e politico venga lasciata sola,compatita, un pò derisa e "consigliata" di non farla tanto lunga e perdonare il marito soprattutto in campagna elettorale. Eppure non riusciamo a non indignarci profondamente di fronte ad una donna che suo malgrado si avvia verso un (inconsapevole?) martirio, annunciato dalla copertina di Libero che la sbatte nuda in prima pagina, contro la più potente macchina di potere politico,economico e mediatico della storia d'Italia.
E, in ultimo, ci sia consentito di esprimere qui il nostro più profondo sdegno per il fatto che la stragrande maggioranza delle donne di questo Paese non abbia sentito il bisogno non dico di difenderla pubblicamente ma almeno porsi qualche dubbio sul merito delle cose denunciate coraggiosamente dalla signora Lario.
"Sfortunato quel paese che ha bisogno di eroi" diceva Brecht ma vista la situazione della sinistra italiana e la condizione servile e opprtunista della stragrande maggioranza dei giornalisti e intellettuali del nostro Paese abbiamo paura che solo un atto di eroismo, magari inconsapevole e assolutamente non voluto nelle intenzioni originarie, potrà salvarci da una deriva apparentemente inarrestabile.
Queta atto di eroismo sarà compiuto, anche indipendentemente dalla sua volontà, dalla signora Veronica Lario? Il suo "sacrificio", perchè di questo si tratterà se deciderà di non fermarsi, contribuirà ad aiutare l'Italia a "svegliarsi"? Capitolerà inesorabilente?
In ogni caso tutta la nostra ammirata solidarietà a questa donna italiana.
Grazie Veronica... anche a nome dei nostri figli e delle nostre figlie!

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giovedì, aprile 30, 2009

Elezioni-In America Latina per essere eletti....in America latina!!!????


Rileggendo un bel libro di Eduardo Galeano, "A testa in giù", ci siamo soffermati sulle pagine che parlano del potere della televisione e delle sue conseguenze sulla politica.
Alcune righe in particolare hanno colpito la nostra attenzione(tenete conto che il libro in questione è stato pubblicato nel 1988).
Eccole:
"Iosè Ignacio Lòpez Vigil, un militante della comunicazione alternativa, così riassume la faccenda: "La verità è che in America Latina, se si vuo fare carriera politica, la scelta migliore consiste nel fare il presentatore,l'annunciatore, il cantante ".
Cosa direbbe il buon militante sudamericano se scoprisse che in Italia oggi basta fare la velina o il tronista??
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mercoledì, settembre 17, 2008

Becchine della scuola, Veline e Giocatori del Milan


Insisto nel continuare a proporre post che aiutino a riflettere sulla "italianità" di questo Paese e lo faccio, come mi accade frequentemente da un pò di tempo a questa parte, riportando, di seguito,L'Amaca di Michele Serra(con cui sono completamente d'accordo) pubblicata su La repubblica di oggi.....

L´ Amaca
Chissà se tra le "becchine della scuola" (come Libero definisce, con la consueta amabilità, le maestre che si oppongono alla Gelmini) ci sono anche le ottime e appassionate maestre che hanno fatto scuola ai miei figli. E chissà come se la passano il personale Alitalia (furbetto e sleale, sempre secondo la stampa ultras di questo governo ultras), gli impiegati pubblici fannulloni, i precari lagnosi, gli immigrati ladri, gli studenti somari, i sindacalisti scaldasedie, le puttane adescatrici, i gay esibizionisti, la sinistra imbecille, i radical-chic ipocriti, e le infinite categorie via via indicate con foga sghignazzante come la zavorra che affonda questo brillante, arrembante paese di destra, che senza gli ominicchi e le donnette di cui sopra navigherebbe a gonfie vele, e invece povera Italia e povero Berlusconi, costretti a fare i conti con questi cascami umani del welfare e dell´ideologia?
Poi dicono che la lotta di classe è finita. Che fu un´invenzione malevola. Ma dove, ma quando? Passare davanti a un´edicola e leggere le prime pagine dei giornali di destra dà la stessa identica impressione di feroce classismo che davano, trent´anni fa, "i titoli rossi dei nostri giornali" Gaber). Puro odio di classe, dito puntato contro i nuovi "nemici del popolo". Sapessimo, almeno, quale popolo: non le maestre, non gli insegnanti, non gli impiegati, non i precari, non le hostess, non gli immigrati, non le puttane, non quelli di sinistra. Chi rimane, tra i buoni? Solo le veline e i calciatori del Milan?
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