venerdì, marzo 14, 2008

Corso elementare di ingiustizia


GIUSTIZIA
Nel 1997 un'automobile con targa diplomatica circolava a velocità normale in un viale di S.Paolo. Nell'automobile, nuova, costosa, viaggiavano tre uomini. A un incrocio, li fermò un poliziotto. Il poliziotto li fece scendere e per circa un'ora li fece restare con le mani in alto e girati di schiena, mentre continuava a domandargli dove avessero rubato quell'automobile.
I tre uomini erano neri. Uno di loro, Edivaldo Brito, era il ministro della giustizia del governo di S.Paolo. Gli altri due erano funzionari del Ministero. Per Brito non era una novità. In meno di un anno gli era successo cinque volte. Il poliziotto che li aveva fermati era anche lui nero.

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Questo mondo, che invita tutti al banchetto e..... chiude a tanti la porta sul naso, è, allo stesso tempo, livellatore e disuguale: livellatore nelle idee e nei costumi che impone e diseguale nelle opportunità che offre.
(....) Chi non possiede, non è: chi non ha un'auto, chi non usa scarpe di marca e profumi d'importazione sta solo facendo finta di esistere.
(....) Impadronendosi dei feticci che attribuiscono esistenza reale alle persone, ogni bandito vuole avere ciò che ha la sua vittima, per essere ciò che la vittima è.
armatevi gli uni contro gli altri: oggigiorno, nel manicomio delle strade, chiunque può morire per una pallottola, colui che è nato per morire di fame e anche colui che è nato per morire di indigestione.
(....) In molti paesi del mondo la giustizia sociale è stata ridotta a giustizia penale.... il sistema nega ciò che offre attraverso la pubblicità.
(...) Fino a venti o trenta anni fa, la povertà era frutto dell'ingiustizia.
Lo denunciava la sinistra, lo ammetteva il centro, raramente lo negava la destra.
I tempi sono cambiati, in così poco tempo, adesso la povertà è il giusto castigo che si merita l'inefficienza. La povertà può neritare comunque la compassione, ma non provoca più indignazione: ci sono poveri per le regole del gioco o per la fatalità del destino(...)".

Oggi, e spero non ce ne vogliate, abbiamo voluto fare un post citando alcune pagine del libro di uno scrittore latinoamericano che amiamo moltissimo.
Lo abbiamo fatto perchè rendono in maniera egregia lo stato d'aninmo che molti altri assieme a noi vivono in questo particolare momento di crisi di valori e prospettive.

6 commenti:

la giornalista ha detto...

bello clark ,davvero bello
ma chi è lo scrittore e il libro?

'tore e'santalucia ha detto...

azz'...supermà, è bell'assai!
ma che libr'è?

Anonimo ha detto...

così va il mondo fratello..

Sartorius ha detto...

Lo scrittore è Galeano? O almeno, I think so.

clark kent ha detto...

si è edoardo galeano e il libro da cui sono tratte le citazioni è "a testa in giù"

Tisbe ha detto...

Storia emblematica!